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sabato 4 agosto 2012

FILM ITALIANO PIU' ATTESO DEL MESE

Tutti i rumori del mare si può definire un esempio di noir atipico. L'esordio nel lungometraggio di Federico Brugia (già regista pubblicitario e di videoclip) rientra infatti, a pieno titolo, nel genere, sia per la storia che narra che per le modalità con cui lo fa; resta tuttavia, il film di Brugia, soprattutto un dramma dal clima sospeso, avvolgente nel suo incedere quasi liquido, tutto basato sugli scambi di sguardi tra i due bravissimi protagonisti,Sebastiano Filocamo e Orsi Tòth. Succede poco, nell'intreccio, ma succede molto nell'animo dei due protagonisti; scosse interiori di cui vediamo a volte la raffigurazione in macchie di inchiostro nero che formano misteriose figure, o in flashback che delineano un passato doloroso e volutamente dimenticato. Un passato che provocherà effetti "rivoluzionari" soprattutto sul personaggio di Filocamo (chiamato semplicemente X) che aveva deliberatamente cancellato la sua identità, e con essa la sua capacità di provare emozioni, ma che si troverà ora costretto a rimettersi in gioco e a riscoprirsi come essere umano.
Di questo interessante esempio di cinema indipendente italiano ha parlato in conferenza stampa il regista, accompagnato dallo stesso protagonista, dal produttore Luca Lucini e dalla cantante (e moglie di Brugia) Malika Ayane, che oltre a fare un cameo nel film ha composto per i titoli di coda la canzone Grovigli.

TRAMA:   Un criminale senza nome. Senza passato, senza sfondo, apparentemente senza reazioni. Un appellativo, X, che rappresenta la pura e semplice incognita, che tale resterà fino alla fine, della sua vita. Una ragazza dallo sguardo limpido, apparentemente inconsapevole di ciò che le accade intorno; un passato quasi altrettanto misterioso, certamente doloroso in ugual misura. Un viaggio da Budapest all'Italia nato come "consegna" della merce umana rappresentata dalla giovane Nora, che diventerà invece, per entrambi i protagonisti, viaggio dentro se stessi. E che segnerà, per l'uomo, il riemergere inatteso di un'etica, di un sentire umano, di una problematicità di scelte. Il riaffacciarsi imprevisto di un'identità, insomma, da (ri)definire grazie a quell'esile corpo estraneo con cui è entrato in relazione; e che ora non può cancellare, né tantomeno eliminare, come gli viene chiesto, con un colpo di pistola. Riacquistare un'identità, e un'umanità, significherà per l'uomo scontrarsi con coloro che dall'assenza di essa traevano giovamento e profitto; ma gli scontri e i pericoli, esterni ed interni, non basteranno a fermare un processo ormai avviato, quasi indipendente dalla stessa volontà di colui che ne è protagonista.

venerdì 3 agosto 2012

Il blog si presenta


                                                                              

Abbiamo deciso di chiamare questo blog in questo modo per rendere omaggio ad un film straordinario (The tree of life) del famoso regista Terrence Malick. L'obiettivo primario di questo blog è quello di tenere delle discussioni riguardo l'arte in generale (cinema, musica, poesia...). A questo punto non possiamo non ricordare un altro film dal titolo The fountain-L'albero della vita del celebre regista Darren Aronofsky (Requiem for a dream).   Per chi non lo sapesse queste sono alcune curiosità sull'albero della vita e quello della conoscenza del bene e del male (in ambito religioso):
L'albero della vita era un albero che, secondo alcune tradizioni religiose, Dio pose nel Giardino dell'Eden, assieme all'albero della conoscenza del bene e del male.
Nell'esegesi ebraica è insegnato che originariamente i due alberi erano uniti, in seguito Adamo ne separò le radici.
Precedentemente al peccato originale Adamo si elevava sempre più da un livello al suo superiore nel suo legame con l'Albero della Vita carpendo continuamente i segreti e la modalità della sapienza superna.
Secondo molti commenti esegetici ebraici della Torah è stretta la connessione tra l'Albero della vita ed il melograno.
Scena tratta dal film The Fountain-
l'albero della vita di Darren Aronofsky

Anche la stessa Torah è definita Albero della Vita.